Febbraio 2009
“Invasioni di campo”
di Luigi Viventi
Come tutti certamente sanno, i giudici del caso Englaro sono giunti
alle loro conclusioni sulla base di due presupposti fortemente
opinabili quali:
- L’alimentazione e l’idratazione sono da considerarsi accanimento terapeutico.
- Eluana aveva manifestato verbalmente ad alcuni amici la sua volontà, in caso di malattia, di non dipendere dalle macchine.
Sulla prima questione c’è il parere negativo della maggior parte dei
medici ma anche del comune sentire della stragrande maggioranza dei
cittadini.
Sulla seconda è facile argomentare che spesso certi discorsi vengono
fatti “stando fuori dalla situazione” mentre è poi ben diverso
quando ti ci trovi di mezzo. In parole povere, per tantissime
persone, questa si è una valle di lacrime, ma in fondo ci si piange
abbastanza bene.
Recentemente altri magistrati hanno assolto il giudice Tosti del
Tribunale di Camerino che si era rifiutato di presiedere un’udienza
in quanto si sentiva disturbato dalla presenza di un “crocifisso” in
aula come del resto è prescritto dalla legge. Va dà se che un tale
oggetto, lungi da rappresentare in quel contesto un oggetto di
culto, è lì solo per ricordare ai giudici la moderazione e la
precarietà della giustizia umana.
Sempre adottando lo stesso ragionamento dell’astensione dal lavoro
giustificata da disturbi ideologici si aprono immensi scenari e
ognuno di conseguenza potrebbe accampare ogni sorta di
giustificazione per non lavorare.
Englaro e Tosti sono due lampanti invasioni di campo del potere
giudiziario che sconfina bellamente nel terreno legislativo. Il loro
comune obiettivo è colpire dei valori quali la sacralità della vita
e la relatività della giustizia di questo mondo, valori si di
origine cristiana, ma ampiamente condivisi dal popolo italiano.
Se aggiungiamo che il fondamento dello stato democratico risiede
proprio nella divisione dei poteri non ci resta che concludere che
ci troviamo di fronte ad un preciso piano di alcuni potentati che
attraverso una parte della magistratura vogliono forzare le regole
del gioco democratico.
Ancona, lì 19 febbraio 2009
Luigi Viventi
Capogruppo UDC Regione Marche
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