di Luigi Viventi

Come tutti certamente sanno, i giudici del caso Englaro sono giunti alle loro conclusioni sulla base di due presupposti fortemente opinabili quali:

  1. L’alimentazione e l’idratazione sono da considerarsi accanimento terapeutico.
  2. Eluana aveva manifestato verbalmente ad alcuni amici la sua volontà, in caso di malattia, di non dipendere dalle macchine.

Sulla prima questione c’è il parere negativo della maggior parte dei medici ma anche del comune sentire della stragrande maggioranza dei cittadini.

Sulla seconda è facile argomentare che spesso certi discorsi vengono fatti “stando fuori dalla situazione” mentre è poi ben diverso quando ti ci trovi di mezzo. In parole povere, per tantissime persone, questa si è una valle di lacrime, ma in fondo ci si piange abbastanza bene.

Recentemente altri magistrati hanno assolto il giudice Tosti del Tribunale di Camerino che si era rifiutato di presiedere un’udienza in quanto si sentiva disturbato dalla presenza di un “crocifisso” in aula come del resto è prescritto dalla legge. Va dà se che un tale oggetto, lungi da rappresentare in quel contesto un oggetto di culto, è lì solo per ricordare ai giudici la moderazione e la precarietà della giustizia umana.

Sempre adottando lo stesso ragionamento dell’astensione dal lavoro giustificata da disturbi ideologici si aprono immensi scenari e ognuno di conseguenza potrebbe accampare ogni sorta di giustificazione per non lavorare.

Englaro e Tosti sono due lampanti invasioni di campo del potere giudiziario che sconfina bellamente nel terreno legislativo. Il loro comune obiettivo è colpire dei valori quali la sacralità della vita e la relatività della giustizia di questo mondo, valori si di origine cristiana, ma ampiamente condivisi dal popolo italiano.

Se aggiungiamo che il fondamento dello stato democratico risiede proprio nella divisione dei poteri non ci resta che concludere che ci troviamo di fronte ad un preciso piano di alcuni potentati che attraverso una parte della magistratura vogliono forzare le regole del gioco democratico.

Ancona, lì 19 febbraio 2009
Luigi Viventi
Capogruppo UDC Regione Marche


< Vedi tutto